Clemente XII – ANTIQUORUM HABET https://antiquorum-habet.senato.it I Giubilei nella storia di Roma attraverso le raccolte librarie e documentarie del Senato Wed, 18 May 2016 12:47:36 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.4.3 La Fontana di Trevi pochi anni prima della conclusione dei lavori nel 1762 https://antiquorum-habet.senato.it/index.php/section/section_42_it/?id=11545 Wed, 18 May 2016 12:35:06 +0000 http://antiquorum-habet.senato.it/content/la-fontana-di-trevi-pochi-anni-prima-della-conclusione-dei-lavori-nel-1762/ Numerosi progetti ed iniziative si susseguirono nel corso del Sei-Settecento senza giungere a compimento, finché nel 1731 Clemente XII promosse un concorso per la realizzazione di una fontana monumentale da costruirsi addossata alla facciata di Palazzo Poli. Tra i tanti progetti presentati, fu scelto quello di Nicola Salvi, che tra mille difficoltà giunse a conclusione dopo la sua morte, nel 1762. La veduta di Piranesi fu probabilmente incisa intorno agli anni cinquanta del Settecento, pochi anni prima della conclusione dei lavori.

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Gli interventi di Innocenzo X e Borromini (1650) e Clemente XII e Alessandro Galilei per la Basilica di San Giovanni in Laterano (1735) https://antiquorum-habet.senato.it/index.php/section/section_63_it/?id=11990 Wed, 18 May 2016 12:47:36 +0000 http://antiquorum-habet.senato.it/content/gli-interventi-di-innocenzo-x-e-borromini-1650-e-clemente-xii-e-alessandro-galilei-per-la-basilica-di-san-giovanni-in-laterano-1735/ In vista dell’anno santo 1650, Innocenzo X incaricò Francesco Borromini della decorazione dell’interno della basilica. Fu una sfida di grandi proporzioni, dal momento che Borromini ricevette l’incarico nel 1644, a soli sei anni dall’apertura del giubileo. Borromini ricevette peraltro stringenti indicazioni dal pontefice sulla necessità di rispettare l’impianto paleocristiano della basilica, che l’architetto poté conservare solo in parte, dato il pessimo stato di conservazione dell’edificio. I lavori terminarono per tempo e l’inaugurazione poté avere luogo nel corso dell’anno santo. A due anni dall’elezione al soglio pontificio, papa Clemente XII (1730-1740) bandì un concorso per il rifacimento della facciata, a cui parteciparono numerosi architetti. Il progetto che vinse la gara fu quello del fiorentino Alessandro Galilei, architetto al servizio del Granduca di Toscana, che, in soli tre anni (1732-1735) portò a termine i lavori e dette alla facciata l’aspetto solenne che ancora oggi la caratterizza, con un grande portico con cinque aperture in corrispondenza delle navate della chiesa e un ampio loggiato ad arcate sovrastante. Sulla sommità sono collocate quindici statue che rappresentano il Cristo benedicente, i Santi Giovanni Battista ed Evangelista, e i dottori della Chiesa.

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