Pio V – ANTIQUORUM HABET https://antiquorum-habet.senato.it I Giubilei nella storia di Roma attraverso le raccolte librarie e documentarie del Senato Wed, 18 May 2016 12:47:45 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.4.3 La vecchia e la nuova San Pietro durante la seconda metà del Cinquecento https://antiquorum-habet.senato.it/index.php/section/section_61_it/?id=11887 Wed, 18 May 2016 12:47:11 +0000 http://antiquorum-habet.senato.it/content/la-vecchia-e-la-nuova-san-pietro-durante-la-seconda-meta-del-cinquecento/ Per gran parte del XVI secolo la “vecchia” e la “nuova” San Pietro coesistettero, divise dal “muro farnesiano”, costruito durante il pontificato di Paolo III per separare il cantiere della fabbrica dalla chiesa costantiniana, dove si continuavano a radunare fedeli e pellegrini e a celebrare riti e cerimonie, come evidente nella incisione di Antoine Lafréry, che si riferisce ad una benedizione del papa in Piazza San Pietro durante il pontificato di Pio V (1566-1572), di cui è visibile lo stemma sulla facciata e sugli stendardi dei trombettieri.

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Bolla di Sisto V per la cappella del presepe https://antiquorum-habet.senato.it/index.php/section/section_64_it/?id=12041 Wed, 18 May 2016 12:47:45 +0000 http://antiquorum-habet.senato.it/content/bolla-di-sisto-v-per-la-cappella-del-presepe/ Uno dei nomi con cui Santa Maria Maggiore è conosciuta ancora oggi è Santa Maria ad praesepe. Fin dal V secolo, infatti, la Basilica accolse per volere di Sisto III un ambiente dedicato al culto della Natività di Betlemme. Nella cappella del presepe, a partire dal VII secolo, erano conservati i preziosi frammenti del legno della mangiatoia e delle fasce del bambinello, portati dai pellegrini in Terra Santa e nel 1288, Nicolò IV commissionò per essa una raffigurazione in pietra della Natività, realizzata da Arnolfo di Cambio nel 1291. Alla fine del XVI secolo, Sisto V volle erigere nella navata destra della Basilica una grande cappella, poi detta Sistina o del Santissimo Sacramento, che avrebbe dovuto accogliere la sua sepoltura e quelle dei suoi famigliari e di papa Pio V. Si sarebbe trattato di un’opera classica, se non fosse che il pontefice stabilì che, per la sacralità del luogo, la cappella medievale fosse interamente trasferita, senza demolizioni, dalla sua posizione originaria ad una cripta sotto il nuovo altare del Santissimo Sacramento.

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