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Lo spettacolo di luci, abiti, stendardi e insegne a cui le confraternite romane davano luogo con le loro processioni, al momento dell’arrivo in città di compagnie aggregate o nel condurle a visitare le basiliche, era uno degli elementi più caratteristici del panorama romano durante gli anni santi. Le strade cittadine erano percorse da cortei spesso fastosi e scenografici, accompagnati da musiche e talvolta rappresentazioni sacre. Come le processioni organizzate al momento dell'accoglienza, anche quelle per la visita alle basiliche avvenivano secondo rituali precisi, definiti dalle diverse confraternite nelle loro Regole. Ad una stessa processione potevano partecipare sia confratelli romani che forestieri.
Vi si aggiungevano le corporazioni di Arti e Mestieri e le compagnie delle varie Nazioni. Gli itinerari sacri si estendevano a volte oltre la visita alle basiliche patriarcali, in particolare verso le chiese di San Sebastiano, Santa Croce in Gerusalemme e San Lorenzo fuori le mura. Il circuito delle sette chiese, pur non essendo un adempimento obbligatorio, fece spesso parte dell’itinerario giubilare dei pellegrini e degli stessi pontefici. Grande seguito avevano inoltre il Corpus Domini, l’esposizione del Santissimo Sacramento per le Quarantore nelle principali chiese di Roma, e la processione organizzata solo negli anni santi dall’Arciconfraternita del Santissimo Crocifisso di San Marcello per portare a San Pietro il grande Crocifisso cui si attribuiva la liberazione di Roma dalla peste nel 1522.